Certificazione Kosher
Il vino nell’Ebraismo e’ considerato un prodotto sacro, il cui consumo separa il sacro dal profano. Il vino viene consumato nella preghiera dell’ingresso dello Shabbat ed in tutte le Festività Ebraiche. Per questo motivo, il controllo per l’ottenimento del certificato vino Kosher è della massima rigorosità . Le principali fasi per ottenere la certificazione vino kosher italiano sono:
⦁ L’azienda produttrice deve riservare appositi silos al vino certificabile: i silos devono essere preventivamente Kasherizzati , cioè riempiti e svuotati completamente con acqua (che non può essere riciclata) per ben 3 volte sotto la stretta sorveglianza Rabbinica. Dopo questa operazione i silos sono pronti per accogliere il vino Kasher e il processo produttivo può cominciare.
⦁ Controllo durante la produzione: comincia con la raccolta dell’uva nel campo e procede durante la pigiatura e tutti i processi produttivi fino all’imbottigliamento del vino.
Secondo la legge Ebraica, solo gli Ebrei osservanti possono venire in contatto con il prodotto e movimentarlo (che si tratti di buttare l’uva nella pigiatrice o spingere un bottone per avviare il processo di pulizia dei grappoli per separare le impurità o il travaso da un silos all’altro) di conseguenza i Supervisori devono essere interpellati per qualsiasi intervento o lavorazione richiesta dal prodotto, dalla raccolta fino all’imbottigliamento.
Per ovviare a questo continuo intervento dei Supervisori è possibile adottare un processo di pastorizzazione del vino, che permette all’azienda produttrice successivamente di intervenire in modo autonomo nella movimentazione del prodotto. E’ chiaro che la pastorizzazione incide negativamente sulla qualità del prodotto.
Sono tantissimi i prodotti italiani Kosher che ci vengono richiesti da coloro che seguono ed apprezzano l’alimentazione Kosher.



